Nuove truffe via SMS
La conferma è giunta da alcune segnalazioni che la centrale operativa del 113 ha raccolto recentemente. Un messaggio «sms» che usa il pretesto di spiegare ai titolari delle schede telefoniche la necessità di verificare i propri conti correnti bancari, o postali, per accertare la correttezza dei dati. Si tratta di una vera e propria truffa e, nella maggior parte dei casi, chi ha ricevuto gli "sms" non usufuisce del servizio di home-banking, per il controllo on-line del proprio conto corrente. I malintenzionati, con questo sistema, tentano di far accedere le vittime, tramite un link camuffato, a un sito "clone" che riproduce illecitamente i contenuti del sito originale di Internet banking.
Per il contrasto di questo fenomeno e dei siti fraudolenti, tra le altre misure adottate, Poste Italiane ha attivato, dalla fine del 2005, una Centrale degli allarmi antiphishing, al fine di ridurre al minimo il tempo di scoperta degli attacchi e procedere all'oscuramento dei siti clone. La Centrale Allarmi, fino ad oggi, ha identificato e chiuso numerosi siti web clone di BancoPosta; in particolare, negli ultimi mesi tale attività si è intensificata a seguito dell'aumento esponenziale del fenomeno phishing.
L'azienda ha, poi, costituito una task force che coordina tutte le azioni finalizzate ad evitare gli attacchi; inoltre, ha predisposto uno strumento in grado di accertare la compromissione della postazione utente, raccogliendo informazioni sulla tipologia di attacco ed ha attivato una casella email (info@poste.it), ove gli utenti che hanno ricevuto email fraudolente possono effettuare una segnalazione o fornire indicazioni utili. Per difendersi da queste pericolosissime truffe basta seguire comunque pochi ma essenziali accorgimenti. Innanzitutto non rispondere e-mail o messaggi telefonici che chiedano di fornire dati personali. Infatti, gli istituti bancari e Poste italiane non chiedono ai propri clienti tramite e-mail di fornire dati personali riservati quali account, password o numeri di carta di credito.
Per una conoscenza più approfondita delle regole da seguire per evitare il rischio di diventare vittima del phishing, si rimanda comunque alle sezioni Misure di sicurezza servizi online e Come proteggersi in Internet.
La conferma è giunta da alcune segnalazioni che la centrale operativa del 113 ha raccolto recentemente. Un messaggio «sms» che usa il pretesto di spiegare ai titolari delle schede telefoniche la necessità di verificare i propri conti correnti bancari, o postali, per accertare la correttezza dei dati. Si tratta di una vera e propria truffa e, nella maggior parte dei casi, chi ha ricevuto gli "sms" non usufuisce del servizio di home-banking, per il controllo on-line del proprio conto corrente. I malintenzionati, con questo sistema, tentano di far accedere le vittime, tramite un link camuffato, a un sito "clone" che riproduce illecitamente i contenuti del sito originale di Internet banking.
Per il contrasto di questo fenomeno e dei siti fraudolenti, tra le altre misure adottate, Poste Italiane ha attivato, dalla fine del 2005, una Centrale degli allarmi antiphishing, al fine di ridurre al minimo il tempo di scoperta degli attacchi e procedere all'oscuramento dei siti clone. La Centrale Allarmi, fino ad oggi, ha identificato e chiuso numerosi siti web clone di BancoPosta; in particolare, negli ultimi mesi tale attività si è intensificata a seguito dell'aumento esponenziale del fenomeno phishing.
L'azienda ha, poi, costituito una task force che coordina tutte le azioni finalizzate ad evitare gli attacchi; inoltre, ha predisposto uno strumento in grado di accertare la compromissione della postazione utente, raccogliendo informazioni sulla tipologia di attacco ed ha attivato una casella email (info@poste.it), ove gli utenti che hanno ricevuto email fraudolente possono effettuare una segnalazione o fornire indicazioni utili. Per difendersi da queste pericolosissime truffe basta seguire comunque pochi ma essenziali accorgimenti. Innanzitutto non rispondere e-mail o messaggi telefonici che chiedano di fornire dati personali. Infatti, gli istituti bancari e Poste italiane non chiedono ai propri clienti tramite e-mail di fornire dati personali riservati quali account, password o numeri di carta di credito.
Per una conoscenza più approfondita delle regole da seguire per evitare il rischio di diventare vittima del phishing, si rimanda comunque alle sezioni Misure di sicurezza servizi online e Come proteggersi in Internet.